VADOSICURO: La Provincia di Rovigo per la SICUREZZA STRADALE

 

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SICUREZZA E PREVENZIONE: L'ATTIVITA' DELLA COMPAGNIA DEI CARABINIERI DI ROVIGO

Qual è il ruolo della Compagnia Provinciale dei Carabinieri sul fronte della sicurezza stradale?

Sul fronte della sicurezza stradale il ruolo della Compagnia Carabinieri di Rovigo, al pari di tutte le altre dislocate sul territorio nazionale, è quello preventivo/repressivo. Nel primo caso l’attività è principalmente svolta alla prevenzione dei sinistri con frequenti posti di controllo sia dei mezzi che della documentazione di guida e condizioni psico-fisiche dei conducenti. Per quest’aspetto è molto utilizzato l’etilometro, uno strumento sofisticato che consente agli operatori di accertare con esattezza il tasso alcoolemico del conducente. Altro strumento molto importante invece è l’autovelox, il quale consente di rilevare con altrettanta esattezza la velocità tenuta dal conducente sulla pubblica via. E’ superfluo aggiungere che le contravvenzioni in questi due casi sono molto severe, arrivando persino all’arresto (per esempio incidente stradale mortale causato dall’abuso di bevande alcoliche). Altro aspetto che riguarda l’attività di Polizia Stradale sono i rilievi svolti a seguito di sinistro stradale. In questo caso i Carabinieri, una volta intervenuto sul luogo dell’incidente, effettuano una serie di attività (rilievi planimetrici e fotografici, controllo della documentazione di guida ed escussione dei testi) finalizzate a ricostruire con la massima precisione possibile la dinamica del sinistro e, di conseguenza, eventuali responsabilità dei coinvolti.


In particolare, quale attività viene svolta sul fronte didattico/educativo? 

L’attività didattica/preventiva dell’Arma dei Carabinieri si svolge ogni anno scolastico nei confronti degli alunni degli Istituti della Scuole Medie e Superiori, compresi in una fascia d’età fra i 14 ed i 18 anni. La scelta non è casuale, perché in tale arco di tempo i giovani entrano a far parte della cosiddetta popolazione motorizzata ( ciclomotore a 14 anni, motociclo 125 cc a 16 e patente di guida Cat. “B” a 18). L’attività didattica non verte principalmente all’entità delle contravvenzioni, bensì sulle conseguenze civili e penali di un sinistro stradale, dove alcuni comportamenti ritenuti innocui o, peggio, divertenti (vedi lo scorazzare con la ruota anteriore alzata del motociclo), possono invece causare conseguenze disastrose (decessi, paralisi, lesioni personali gravissime per sé e per altri).


In base alla sua esperienza, qual è l’atteggiamento dei giovani verso le “regole”, i “limiti”? 

A questa domanda rispondo in base alla mia esperienza personale, per cui non escludo che altri operatori del settore possano avere un’opinione diversa dalla mia. Per quanto mi riguarda, l’atteggiamento dei giovani non è improntato tanto sulla disobbedienza o malafede, bensì sulla tipica incoscienza giovanile che porta a sottovalutare le raccomandazioni degli addetti ai lavori, ritenendole delle fesserie. Purtroppo capiscono la serietà di queste “fesserie” solo dopo essere rimasti coinvolti in un sinistro stradale, dove un attimo di follia o di sballo si paga con la vita (morte) o per tutta la via (paralisi).
 

Secondo Lei, è utile parlare di sicurezza ai bambini? 

E’ sicuramente utile parlare di sicurezza stradale ai bambini. Certi principi devono essere recepiti fin dalla più tenera età. E’ una questione d’abitudine. Se un bambino recepisce che allo “STOP” deve fermarsi e guardare a destra e sinistra prima di attraversare, questo comportamento diventerà perfettamente naturale nella vita adulta. In caso contrario un atteggiamento imprudente e superficiale diventerà ben difficilmente estirpabile dai comportamenti alla guida.
 

Ci può dare alcuni dati sugli incidenti in Polesine: esiste un trend? 

In base ai dati in nostro possesso gli incidenti stradali si mantengono su un livello stabile. Nell’ultimo triennio non si sono registrati “picchi” in negativo o positivo. Relativamente agli incidenti rilevati dalla Compagnia di Rovigo, l’entità si aggira su un centinaio circa all’anno, il 60% di questi con feriti. Per fortuna il numero dei deceduti è molto basso (3-4 all’anno) anche se, ovviamente, sarebbe molto meglio se non ci fossero né morti, né feriti e tantomeno sinistri stradali. Ma questa purtroppo è pura utopia.
Le principali cause dei sinistri si raggruppano in un atteggiamento imprudente del conducente, dovuto quasi sempre ad eccesso di velocità e mancata precedenza. Non è infrequente inoltre ritirare la patente di guida per tasso alcoolemico superiore alla normativa vigente.
 


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