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La collaborazione dell'Autodromo di Adria e del Centro Commerciale Il Porto ::..
Quest'anno "Vado Sicuro" conta sulla preziosa collaborazione di due importanti realtà del nostro territorio. Le interviste a Mario Altoè, Direttore dell'Autodromo di Adria e a Stefano Zanforlini D'Isanto, Direttore del C.C. Il Porto di Adria.

Intervista al Direttore dell’Adria International Raceway, Mario Altoè

Perché l'Autodromo di Adria, luogo concepito per l'alta velocità, sostiene un progetto sulla sicurezza stradale?
Gli Autodromi in generale sono visti come luoghi dove si svolge solo ed esclusivamente attività sportiva automobilistica e motociclistica. Il tempo dedicato all'attività sportiva è molto limitato nell'arco di una stagione; molto tempo viene occupato da attività di vario tipo, in particolare attività di Scuola Guida Sicura. Sposare un' iniziativa come questa è stato solo un naturale passo verso la lotta contro gli incidenti che si verificano sulle strade. Il nostro Autodromo in particolare possiede delle caratteristiche tecniche che permettono al normale utilizzatore di esercitarsi nelle più svariate situazioni di guida in totale sicurezza. Il segnale che cerchiamo di dare al pubblico, specialmente ai giovani, è quello che è possibile divertirsi in una situazione di totale sicurezza e di capire che la strada non è assolutamente il luogo adatto per sfogare i propri istinti di pilota.
Qual'è il valore che viene dato alla sicurezza presso l'Autodromo di Adria?
Per poter essere omologato un circuito deve sostenere delle severe verifiche da parte degli organi Nazionali e Internazionali che rilasciano le Licenze agli Autodromi. Queste verifiche controllano la sicurezza passiva della pista e la sicurezza attiva. Per sicurezza passiva si intende: posizione delle barriere di protezione nelle varie zone di pista tenendo conto delle traiettorie dei mezzi, dimensionamento delle vie di fuga in funzione della conformazione del tracciato, guard- rail a tre lame in modo da non lasciare luce tra le terra e l'inizio della barriera (cosa molto importante per i motociclisti perché in caso di caduta non si infilano sotto il rail), telecamere di sicurezza gestite da una sala monitor con operatore per il controllo del normale svolgimento di attività in pista, strada di servizio attorno alla pista per permettere ai mezzi di sicurezza (ambulanze, mezzi antincendio e mezzi recupero) di svolgere la normale attività senza intralciare la pista, postazioni dei commissari di percorso in posizione strategica per il controllo e le segnalazioni ai piloti, reti di protezione verso le aree destinate al pubblico. Sicurezza attiva: efficienza del personale di pista, preparazione del personale addetto alla sicurezza (medici, infermieri, personale antincendio). Durante le attività sportive le federazioni mandano in circuito degli osservatori per tenere sempre sotto osservazione la preparazione e la competenza degli operatori della pista. Questo rigido controllo e questa importante esperienza diventa poi un modus operandi della nostra organizzazione sia si tratti di una gara Internazionale di Formula 3000 che di una normale giornata di scuola guida sicura. Prima di qualsiasi cosa quindi diamo assoluta importanza alla sicurezza di chi entra in Autodromo come Pilota,come Spettatore, Visitatore o Operatore.

Intervista al Direttore del Centro Commerciale “Il Porto”, dott. Stefano Zanforlini

Il Centro Commerciale “Il Porto”, da Lei diretto, ha raccolto l’appello dell’As­sessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Rovigo a sostenere il progetto “Vado sicuro”. Ci può spiegare perché ritiene l’iniziati­va così spe­ciale da meritare il vostro appoggio?
Penso non sia possibile rimanere indifferenti alla causa del progetto “Vado sicuro”: purtroppo le pagine dei quotidiani non fanno che riportare notizie di tragici incidenti stradali che coinvolgono perlopiù i giovani. È necessaria un’azione d educazione alla sicurezza finalizzata a modificare il modo in cui i ragazzi si rapportano con le rego­le, che vanno percepite non come ostacoli o, peggio ancora, gabbie conformanti, bensì come garanzia di sicurezza e come rifiuto di un atteggiamento di superficialità nei confronti della vita. I più giovani devono capire che il rispetto di sé e degli altri si manifesta anche adottando comportamenti stradali corretti.
C’è qualche altro motivo che ha spinto il Centro Commerciale “Il Porto” a sposare il progetto “Vado sicuro”?
Sì, indubbiamente: il desiderio di porsi al servizio della città. La nostra natura di struttura distributiva non ci vieta né ci impedisce di supportare l’impegno che le Istitu­zioni politiche - nel caso specifico, la Provincia di Rovigo - e quell’agenzia di socializza­zione che è la Scuola dedicano all’educazione, al rispetto e alla formazione di giovani consapevoli e responsabili, aiutandoli ad affronta­re il cammino che li porterà a diventa­re dei cittadini modello.
Nelle sue risposte ricorre con una certa frequenza il concetto di formazione delle nuove generazioni. Perché la ritiene così importante?
Perché costituisce il presupposto di una comu­nità che guarda con fiducia al futuro perché consapevole dei propri diritti e delle proprie potenzialità nonché di benessere e di un’economia sana, sostenibile.
Ritiene che iniziativa del genere “Vado sicuro” siano replicabili anche in futuro?
Me lo auguro. Colgo, anzi, l’occasione di questa intervista per rivolgere alla Istituzioni politiche del territorio rodigino l’appello a promuovere più frequentemente iniziative di natura educativo/formativa. Da parte del Centro Commerciale “Il Porto”, posso dire che mi impegnerò, per quanto possibile, a sostenerle.

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